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Signora Libertà è il titolo di questo Marina Cafè Noir 2015, giunto alla sua tredicesima edizione. La suggestione del titolo, come è noto, proviene dal verso di una canzone di De Andrè, “Se ti tagliassero a pezzetti”, uno dei brani in cui la poetica del grande cantautore ha raggiunto i suoi livelli più alti. La canzone si sviluppa come una grande metafora allegorica, con la quale De Andrè paragona la donna amata proprio alla libertà e alla fantasia (concetti intercambiabili, per lui: non a caso, durante i concerti si divertiva a inserire nel testo la parola “anarchia” al posto di “fantasia”). Quella fantasia che è ingrediente imprescindibile di ogni buon libro, di ogni possibile storia, di ogni vita degna d’essere vissuta. Signora Libertà diventa così il titolo del nuovo MCN, titolo che permette di restituire alla parola libertà – declinata specialmente al femminile - quel ruolo maestro, quella purezza e quel fascino che è doveroso riconoscerle, e consente di provare a emanciparla dall’uso improprio che la lega a impropri discorsi, moti e bandiere di partititi politici, o che da certo giornalismo sensazionalistico è considerata spesso sinonimo di disordine e distruzione.

È di questo che da sempre, e ora più che mai, sentiamo l’esigenza di parlare, col nostro pubblico e coi nostri ospiti, con la “libera repubblica” dei lettori e con la nostra città, con la nostra isola e con la nostra comunità allargata (più ancora che italiana ed europea, soprattutto mediterranea e meticcia). Di libertà. Nonostante i tentativi di liberticidio perpetrati da una società sempre più massificata, e nonostante l’appiattimento di gran parte dell’offerta culturale attuale (che anzitutto dovrebbe smuovere le coscienze in direzione ostinata e contraria, ma che invece tende a omologarsi sempre più), siamo certi che molte menti e molte storie possano ancora offrire preziosi spunti di riflessione e appigli solidi a cui aggrapparsi, per resistere e inseguire una collettiva e “esagerata” idea di libertà.

Proveremo a declinarlo in tanti modi, questo bisogno di libertà, e lo faremo affrontando anche quest’anno temi a noi cari come le migrazioni, il Mediterraneo, il lavoro e le nuove economie, la situazione delle carceri. Parleremo di cinema e letteratura, di luoghi e modi di produrre cultura indipendente e underground, di sperimentazioni di nuove forme di socialità, di partecipazione e divulgazione dei saperi, di criminalità (nel suo rapporto con la letteratura nera, che sempre più spesso anticipa la realtà); dei meccanismi del business intorno al cibo (Slow Food, Eataly, Coop etc), e delle loro vetrine. Lo spazio sarà anche quest’anno quello di confine tra i quartieri storici della città che divide (ma sopratutto unisce) Castello, Marina e Villanova, tra il Giardino sotto le mura e il Terrapieno, dove saranno allestiti i palchi e il Villaggio Chourmo, e dove saranno ospitati i numerosissimi eventi, stand, librerie e punti ristoro. Proveremo ancora una volta a regalare alla città un luogo di incontro popolare e gratuito, un laboratorio a cielo aperto, accessibile a tutti, partecipato e inclusivo, aperto a chiunque abbia voglia ancora di stare all’aria aperta, in mezzo alla gente, a parlare di libri e libertà.

“Signora Libertà, Signorina Utopia”, così cantava De Andrè. L’utopia è là, come l’orizzonte, così diceva invece il compianto Eduardo Galeano, che aggiungeva, quando gli si chiedeva a cosa servisse l’utopia - che si sposta se gli vai incontro - che proprio a questo serve: a camminare. E noi, di camminare, cercheremo di non smettere mai. In piena libertà. 

@MarinaCafeNoir

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