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Data: 24/03/2016
Laboratorio preparatorio degli incontri seminariali di studio del Marina Cafè Noir sull'autodifesa

Laboratorio preparatorio degli incontri seminariali di studio del Marina Cafè Noir sull'autodifesa digitale
INCONTRO CON
GIOVANBATTISTA GALLUS, GIULIO DE PETRA, FRANCESCO PAOLO MICOZZI
Giovedì 24 Marzo dalle 18 alle 20 in vico Barcellona 7 quartiere Marina a Cagliari.
 
Prenotazione (gratuita) e info al 346 7837953 
 
Con questo primo incontro, i primi due relatori e organizzatori del laboratorio intendono formulare un percorso condiviso sui temi del controllo e sui nuovi modelli di sfruttamento economico (profilazione ecc) attraverso il Web.
Il MCN 2016 offrirà nuovi appuntamenti (incontri e laboratori) durante le giornate del Festival (31 Agosto-4 Settembre)
 
 
Contro la retorica del digitale
 
Il contesto attuale è caratterizzato da una impetuosa e pervasiva diffusione di tecnologia digitale che produce trasformazioni significative nei più diversi ambiti: nel lavoro, nella scuola, nelle relazioni sociali, nella politica, nella pubblica amministrazione, nella cultura.
Questa trasformazione è generalmente descritta mediante una retorica positiva della innovazione digitale, che si presenta come uno dei pilastri della più generale retorica del conflitto tra vecchio e nuovo.
Ma questa retorica non riesce a nascondere le finalità e le criticità che sempre più spesso si accompagnano agli utilizzi prevalenti delle tecnologie digitali, generando diffusi sentimenti di preoccupazione, che però stentano a tradursi in consapevolezza effettiva delle conseguenze, delle implicazioni, e delle contromisure necessarie a produrre un utilizzo consapevole e critico delle stesse tecnologie.
Nasce da queste considerazioni l’utilità e la necessità di una attività formativa che abbia come obiettivo la diffusione di una conoscenza critica dei processi di trasformazione in atto, anche con l’obiettivo di dotarsi di strumenti adeguati per opporsi alle conseguenze negative e, al contrario, per consentire un utilizzo socialmente utile delle tecnologie digitali, valorizzando ad esempio i contributi e le pratiche della cultura critica che già si muove sul confine più avanzato della trasformazione digitale.
 

Viviamo, in occidente e non solo, in un mondo iperconnesso. Milioni e milioni di cazzate intasano ogni ora le reti esistenti e reclamano a gran voce una banda sempre più larga. Postare sempre più selfie sembra diventata l’unica prova della propria esistenza in vita.
Pensavamo che grazie alla disponibiità della rete si sarebbero presentati e affermati nuovi modelli di società. La realtà è andata nella direzione opposta.
Invece di promuovere più cooperazione sociale la rete si è affermata come la principale risorsa di una competizione senza esclusione di colpi, come il dispositivo abilitante per l’individualismo e il narcisismo più spudorato.
Pensavamo che la rete avrebbe consentito una più larga partecipazione democratica alla vita delle amministrazioni e della politica. Al contrario si è estesa la potenza e l’efficacia della comunicazione politica unidirezionale, l’uso compulsivo di twitter, la sentiment analysis come parodia della democrazia deliberativa, l’appropriazione da parte degli amministratori della competenza civica diffusa senza alcuna cessione di potere.
Pensavamo che sarebbe stata possibile la libera riusabilità della conoscenza disponibile in rete. Invece regolamenti repressivi e nuove forme di diritti di accesso, trasferiscono nel contesto digitale, in forme spesso grottesche, le vecchie leggi del copyright. 
Pensavamo che la ricchezza delle relazioni sociali avrebbe trovato nella rete un nuovo strumento per la sua espressione. Al contrario le grandi piattaforme sociali sono lo  strumento di forme inedite ed estremamente redditizie di sfruttamento economico delle emozioni, degli affetti e delle passioni individuali.
Allʼutilizzo della rete per organizzare la lotta politica anche nei contesti politici più repressivi si sovrappone la possibilità di un controllo sociale senza precedenti, che usa la profilazione delle opinioni e dei comportamenti individuali come strumento principale dell’esercizio del potere.
Per queste ragioni è urgente e necessario promuovere una critica consapevole e rigorosa della retorica digitale imperante, che tracima da ogni palco di convegno e ci propone una disciplinata alfabetizzazione digitale di massa.
 

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