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Terminata la personale celebrazione dei 150 anni d’Italia, con un viaggio a piedi attraverso la Penisola, Enrico Brizzi partecipa per la prima volta al MCN. Di strada, metaforicamente e non, dal suo esordio con Jack Frusciante è uscito dal gruppo – scritto non ancora ventenne e tradotto in 24 paesi – il bolognese ne ha fatta tanta. Dopo Bastogne e Tre ragazzi immaginari smette l’abito cucitogli addosso del giovane scrittore. Intraprende una serie di collaborazioni (con Wu Ming, con Carlo Lucarelli) e, dopo Razorama, torna ancora sulla strada: da un viaggio sempre a piedi da costa a costa nasce il romanzo Nessuno lo saprà. Dall’Argentario al Conero; l’anno seguente (2006) ecco il viaggio tra Canterbury e Roma, che diventerà un reportage per L’Espresso. Nello stesso anno pubblica una raccolta di racconti, La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco. Nel 2009 esce il nuovo romanzo La Nostra guerra, prequel de L’inattesa piega degli eventi. Ama il trekking, ma questo si era capito, e il Bologna. |
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